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Gino Paoli ci ha lasciato: l’Italia saluta uno dei padri della canzone d’autore

r205 | 25 Marzo 2026

Una notizia che nessun amante della musica italiana avrebbe voluto ricevere. Il 24 marzo 2026, all’età di 91 anni, ci ha lasciato Gino Paoli, uno degli artisti che più di tutti ha dato forma e identità alla canzone d’autore nel nostro Paese.

 

Originario di Monfalcone ma cresciuto a Genova, la città che lo ha adottato e plasmato artisticamente, Paoli ha attraversato oltre sei decenni di carriera costruendo un repertorio che ormai fa parte del DNA culturale italiano. Brani come “Il cielo in una stanza”, “Sapore di sale”, “La gatta” e “Senza fine” non sono semplici canzoni: sono frammenti di memoria collettiva che accompagnano da sempre le nostre vite.

 

Prima di trovare la sua strada nella musica, il giovane Gino si era cimentato nei mestieri più disparati. Fu proprio nella Genova degli anni Cinquanta che strinse legami artistici e umani con altri futuri protagonisti della musica italiana, dando vita a quel fermento creativo che i critici avrebbero poi battezzato “scuola genovese”. Il suo debutto discografico arrivò a cavallo tra il 1959 e il 1960, e da lì in poi la sua voce calda e il suo modo unico di raccontare i sentimenti conquistarono il pubblico italiano.

 

La reazione del mondo della musica alla sua scomparsa è stata unanime e toccante. Da Vasco Rossi a Ligabue, da Zucchero a Gianni Morandi, da Renato Zero a Ivano Fossati, passando per le nuove generazioni come Alfa e Olly: tutti hanno voluto ricordare l’uomo e l’artista, sottolineando quanto la sua eredità musicale abbia influenzato chiunque in Italia si sia mai avvicinato a una chitarra e a un foglio bianco per scrivere una canzone.

 

Gino Paoli se n’è andato, ma la sua musica resta. E finché qualcuno, in una sera d’estate, canticchierà ancora quelle melodie senza tempo, il suo viaggio non sarà mai davvero finito.

Written by r205





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